martedì 31 gennaio 2017

DA BURIELO ALL'ARTIGIANATO, PASSANDO PER LE TRADIZIONI: "EL BATELO PER L'ULTIMO VIAGGIO"



El batèlo per l'ultimo viaggio
di Saverio Pastor 



Lunedì mattina abbiamo dato l’ultimo saluto al Burièlo: a Berto Costantini, regatante buranello, pescatore, capofamiglia amorevole, persona buona e gentile. Cinque campioni della storica con altri tre suoi grandi amici regatanti lo hanno benevolmente trasportato sul gondolone della Remiera Francescana. Una decina di altre barche a remi hanno accompagnato il feretro da Piazzale Roma alla chiesa dei SS. Giovanni e Paolo e poi verso la tumulazione. La lunga riva del bel campo era gremita di un gran numero di regatanti e appassionati di voga oltre che di parenti e amici e l’estremo saluto è stato dato dal composto alzaremi che non può non commuovere ogni veneziano. Ringrazio, come cittadino, tutti colori che si sono adoperati per realizzare questa cerimonia così legata alla nostra cultura marinara. Non è sempre scontato che si riesca ancora a realizzare il funerale in barca a remi. So anzi che è sempre più complicato burocraticamente e difficile organizzativamente; ma anche faticoso fisicamente perché il gondolone non è predisposto per accogliere un feretro e le rive non sono più adeguate all’ormeggio di simili barche con tali carichi da trasbordare: anche l'altra mattina i nostri regatanti hanno avuto il loro da fare. Tutto è andato come previsto e Burièlo ben meritava questo importante saluto dal popolo del remo. Ormai questo tipo di funerali viene organizzato solo se si trovano i volontari per farlo e la disponibilità di una barca adatta, e forse è un peccato perché per molti diventa impossibile. Voglio qui ricordare il bel progetto dell’Arciconfraternita di San Cristoforo e della Misericordia (con Veritas e altri) che alcuni anni fa aveva tentato di far ricostruire la famosa “barca dei morti” che ora è conservata al Museo Storico Navale: si voleva fare un nuovo battelòn in legno intagliato e ornato come quello e ciò avrebbe costituito un’interessante esperienza di rifacimento filologico per artigiani squerariòli, remèri, intagiadòri, battiloro, doradòri, tapessièri, fravi, fondidori, sartòri e baretèri. L’Arciconfraternita aveva poi intenzione di affidarne la gestione ad una ipotetica cooperativa di giovani interessati alla voga ed alla venezianità. Con vari comunicati stampa e iniziative promozionali (cui anche noi dell’associazione El Felze avevamo contribuito), col benestare del Patriarcato, aveva fatto una buona raccolta di adesioni tra gli iscritti e tra cittadini interessati. Era anche previsto di beneficiare delle agevolazioni messe a disposizione dalla Regione con i finanziamenti della legge 1/96 sulla cantieristica tradizionale. Ma il progetto sembra ora dimenticato. Chissà se l’Arciconfraternita della Misericordia riuscirà a rilanciarlo, magari assieme a qualche intelligente magnate o a qualche politico lungimirante: in fondo ognuno di noi dovrà fare il suo ultimo viaggio e noi veneziani vorremmo farlo in barca a remi.



 






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