mercoledì 17 febbraio 2016

IL VARO DELLA "SIBYLLE": LA NUOVA GONDOLA DI CASA FAGARAZZI











 di Massimo Veronese

Immagini di Sebastian Fagarazzi
 

Tutti dicono che ormai da anni è palpabile la crisi che sta attraversando il mondo della voga veneta. Ci sono sempre meno batterie durante le eliminatorie per qualificarsi alle regate comunali… ed è vero… Non si vede all'orizzonte un adeguato ricambio generazionale per quanto riguarda la categoria dei regatanti; a volte non servono eliminatorie nella categoria giovanissimi per formare il ruolo, spesso si gareggia senza l'equipaggio di riserva… C'è sempre meno gente in “Canalazzo” anche per la regina delle regate, la storica, quella dove tra gli altri si sfidano i campioni su gondolini. Anche se qualche anno fa, l'allora sindaco di Venezia, il veneziano Giorgio Orsoni, probabilmente tardito dalla sua posizione, la “machina”, in diretta RAI si dichiarava soddisfatto per l'enorme affluenza di pubblico indigeno: “ghe gera el Canal Grande semivodo” (n.d.r.)! Dichiarazione da prendere con le pinze in quanto fatta da un veneziano che qualche minuto dopo, sempre in diretta col mondo, affermava: “ecco che stanno passando le caorline a otto (8) remi”! Potrei dilungarmi ancora per qualche minuto allo scopo di sostenere tale enunciato ma, colpo di scena, mi fermo perché secondo me questa tesi è sostenuta da luoghi comuni o da teorici della voga veneta intesa esclusivamente come sinonimo di regata di cui è una colonna portante ma non l'unica. E parecchi sono gli elementi che mi portano a pensare in questo senso. Ad esempio c'è il movimento creato dal Coordinamento nazionale delle remiere il quale da anni ha istituito la categoria delle “schie” e delle “maciarele”, per il quale le remiere stesse fanno a gara per portare più equipaggi possibili alle varie manifestazioni, i cui frutti sono già riusciti ad entrare nelle regate che contano (vedi Alvise D'Este e Nicola Ballarin). Ed esistono i circuiti giovanile e femminile organizzati autonomanente da alcune remiere. I corsi primaverili di voga veneta sovenzionati da provincia, regione e provveditorato agli studi per gli allievi delle scuole di qualsiasi grado. E' di qualche giorno fa l'annuncio della presentazione di corsi di voga veneta organizzati dalle due università veneziane I.U.A.V e Cà Foscari, per i loro studenti che arrivano da tutto il mondo. Ci sono cortei remieri in ogni dove, si sfrutta ogni occasione buona, sia essa il carnevale, la commemorazione di un patrono, un pellegrinnaggio verso un'istituzione sacra. E numerose università di tutto il mondo organizzano viaggi di studio che comprendono corsi di voga veneta presso le varie remiere. Molte società arrotondano le loro entrate offrendo l'insegnamento della voga veneta agli ospiti dei numerosissimi alberghi e bed & breackfast. E' florido come non mai anche il movimento voga veneta lacustre con “la bandiera del lago” ed il campionato V.I.P. 7,50 e così via. Non solo laguna veneziana quindi ma anche laghi, fiumi e tantissime località europee e statunitensi hanno la loro remiera! Talmente tante che si sono riunite nel Comitato Internazionale Voga Veneta con sede a Francoforte (presidente Prof. Andreas Gruschka, Vice Presidente Richard Bailey, Tesoriere Jan Thomas Behnke e Segretario Dr. Johannes Weßling).

E che dire chi di riesce a realizzare il sogno di una vita: costruire una imbarcazione tradizionale propria, seguirne la lenta evoluzione della nascita, da coccolare ed usare ogni giorno, specialmente dopo che si è raggiunto il meritato periodo di riposo dal lavoro? Una gondola con la quale condividere le emozioni che ti puo dare nel curiosare i siti più recondi della laguna assieme alla donna che ha le tue stesse passioni. Una gondola da usare per estenuanti allenamenti. Una gondola tutta tua per andare al Redentore, alla storica, ai cortei. Una gondola che ti faccia godere, nel vedere le emozioni di amici che vengono da fuori e tramite lei far vivere loro quella magia del "frescheto" che solo la laguna, i canali, i palazzi riflessi in acqua e le barene ti sanno dare mentre la sinfonia suonata dalla "bataissa de prova", provocata dal suo avanzamento, ti pervade tutto, "gnanca che soto el fondi ghe fusse Vivaldi, l'orchestra dea Fenice e Giuseppe "Bepi" Sinopoli co la bacheta in man"! Ed il sogno si è avverato domenica 15 febbraio con il varo di "Sibylle", la gondola di Roberto Fagarazzi meglio conosciuto come "Casablanca" e di sua moglie Sibylle Lohausen! E' stato un varo bagnato da sotto, dall'acqua salmastra, da sopra, dalla pioggia battente e per non sbagliarsi, di fianco, dall'immancabile prosecco per cui stando al proverbio secondo il quale un varo bagnato sarà un varo fortunato, il presagio non poteva essere che favorevole! Tanti amici hanno presenziato per dare il benvenuta alla neonata, un capolavoro di Gianfranco Vianello "Crea" e delle sue maestranze, nero, con interni e coperta in lustrofino di mogano, capitello di prua lavorato dai migliori maestri intarsiatori vicentini e acciai scintillanti per "fero", "risso", capeleti e losanghe di contorno dei fori delle "forcole". A dar lustro alla nuova arrivata campioni del presente e del passato: Gabriella Lazzari, Lucia Paoli, Luca Quintavalle "muzato, "Alessandro Secco "patatina", Gianpaolo D'Este, Palmiro Fongher, Claudio Busetto "Puffo"; i rappresenti del consiglio direttivo di Canottieri Giudecca, società dove "Sibylle" troverà rimmessaggio: Marzia Bonini, Lucio Conz, Lucia Paoli, Dino Zanin, Federico Busetto "Puffetto"... E tanti amici ed amiche che l'hanno accolta con entusiasmo, emozione ed ammirazione! La regia culinaria della festa è stata affidata a Massimo "El Macho" Tonello ed i suoi scudieri: come essere dentro ad una botte di ferro! Tramezzini, pasta e fagioli da incubo, "trippa rissa", "mezivovi co la segola", "musetto petalisso" prosecco a gogò e chi più ne ha più ne metta! Ad un certo punto del pomeriggio il diluvio cala d'intensità e la tentazione di "butarla in acqua" è stata troppa ed allora è stato primo "giro del faziol" per la nuova arrivata! "Berto  Casablanca", "Puffo", "Muzato" e "Macho", la sua prima formazione a quattro remi.

Davanti a tutto questo non mi sento di esser daccordo con quanti affermano che la voga veneta è in crisi, assolutamente, forse un pò il suo mondo delle regate ma non lei nella sua globalità. Per questo un sosopiro di sollievo ce lo possiamo regalare senza rinunciare al parlarne, ad esaltarne i lati storici e culturali oltre che sportivi ed agonistici. Senza rinunciare ad iniziative atte a tenerla viva e vegeta nel presente e nel futuro... per orgoglio dei significati del suo passato!







2 commenti:

Unknown ha detto...

Congratulazioni!
Gondola bellissima.
Maurizio Ulliana

DAVIDE MAZORIN ha detto...

COMPLIMENTI ROBERTO E COMPLIMENTI ANCHE A FRANCO CREA E VERAMENTE UNA BARCA BELLISSIMA ADESSO ALLENITE A UN REMO E VIA......VEDO SOLO ORA MA VOLEVO VERAMENTE CONGRATULARMI CON TE.