domenica 16 agosto 2015

LO STRANO CASO DEI REGATANTI PESCATORI






di Massimo Veronese



C'era una volta, tanto tempo fa...no! C'era una volta, non molto tempo fa, una compagnia di amici appassionati di voga veneta, regate ma che soprattutto perseguiva il culto di organizzare merendate e pranzi. Bagordi per i quali ogni occasione era spunto per una nuova iniziativa: un compleanno, un successo sportivo, una festa cittadina, un evento particolare, ogni scusa era buona per stare assieme e per esaltare il loro spirito guascone e festaiolo! Un paio di loro vincono la Regata Storica? Bene, bisogna "organisar eà magnada de pesse a Buran e de osei a Muran"!  C'è la festa del Redentore? Tutti in remiera alla Giudecca e per tutta la notte "magna e bevi"! Non c'è nulla  da festeggiare? Bene! Ti inventano la regata del colesterolo dove si gareggia in mascareta a due remi dopo un pranzo dove salami, wrustel, sopresse e gnocchi "col tocio de castrà" la fanno da padroni. Naturalmente passando per una lunga serie di trasferte in bragozzo per andare a vedere regate e tifare i propri beniamini, dove per uccidere la noia del viaggio spuntano da stive refrigerate crostacei, molluschi e prosecco a gogo'! Una gang di bravi ragazzi, ragazzi non più giovanissimi ma tutti appassionati di voga e quindi fisici abituati ad alzarsi presto al mattino per effettuare i propri allenamenti in barca. Chi in mascareta, chi in puparin, chi in gondolin o in caorlina, tutti svegli di buon mattino, riscaldamento e giù piste su piste alla ricerca quotidiana di un miglioramento cronometrico. Non importa se imbacuccati per combattere freddo e umidità invernali o svestiti anche della pelle per far fronte ai forni crematori estivi, l'importante è uscire e vivere la laguna "de alba"! 

Siamo nella prima decade d'agosto, fra pochi giorni andranno in scena i gironi eliminatori per guadagnarsi un posto nella regata più importante di tutta la stagione remiera: la Regata storica. Fà caldo, tanto caldo, anche quando il sole deve ancora spuntare all'orizzonte. L'acqua "boge" assieme ai corpi che si stanno allenando ed a tutto quello che in lei vive. Scotta, "sbrova" anche per i pesci che non ne possono più e tendono a scappar via saltandone fuori. E  come i salmoni in volo a volte si ritrovano tra le fauci di un orso affamato, capita che un branzino da quasi sei chili si ritrovi sdraiato su una sentina di gondolino che non aspettava altro che esser imbrattata "de freschin". E su che gondolino poteva atterrare e trovare la fine dei suoi giorni un branzino così grande? Naturalmente in quello di Ivo Redolfi Tezzat e del suo gigante-sco compagno Gianpaolo D'Este!


Anche a Grado ci sono tanti appassionati di voga che escono  appena possono in "batela gradese" a buttar concime nei muscoli. Uno su tutti Cristiano Peroni che della locale remiera è anche presidente. Di mestiere fa il palombaro somozzatore ed il pesce di solito se lo pesca durante i lavori che compie sott'acqua ma anche lui, in questi giorni, è stato vittima di un arrembaggio ittico e relativo abbordaggio! O di una botta di c...? Trattasi anche in questo caso di dicentrarchus labrax o branzino che dir si voglia. Di dimensioni leggermente ridotte rispetto all'esemplare atterrato sulle sentine di D'este-Tezzat, ma di taglia adeguata alla stazza del "furlan", un pò più piccola ma degna di sontuosa grigliata ferragostana in riva al mare al chiar di luna! 









Poi ci sono gli sfortunati che in questo frangente assumono le sembianze di Roberto Fagarazzi "casablanca" e Claudio Busetto detto "el puffo". Anche loro in questi giorni sono stati vittime dei   giochi autolesionistici dei pesci lagunari. Anche nel loro gondolino è saltato dentro un pesce! Engraulis encrasicolus è il suo nome scientifico,  "Alice" in italiano...maledettamente solamente "anguela" quello in dialetto veneziano! Peso unitario cinque grammi! Solo cinque miseri grammi: fame assicurata...non fosse per l'amicizia che li lega a quelli del branzino da quasi sei chili che sarà trasformato nel protagonista della prossima merendata di fine allenamento. Chi tanto e chi nulla, chi ha pane non ha denti e chi ha denti per mangiare... e rimangono gli sfottò!



Abbiamo visitato il girone dei fortunati, quello dei quasi fortunati, il cerchio degli sfortunati...cosa ci manca? Ma certoooo! Quello degli sfigati, naturalmente! Invidiosi al limite dello scoppio del fegato, non volevano sentirsi inferiori a nessuno nonostante le numerose uscite prolifiche solamente di sudore. Niente pesce, niente "anguele", ne "schìe", neanche una misera "maciarela" è saltata a bordo del loro gondolino. -E mi so manco de lori?- si chiede incredulo Luca Quintavalle in arte "el muzato". -E lori crede de esser più beli de mi?- Sbotta il suo poppiere Gaetano Bregantin. -Eeeeehhh noooo ostiaaa- Esclamano in coro! E mettono in atto una strategia: a metà allenamento mentre uno si arrende all'evidenza della iella, l'altro tira fuori una "togna" e si mette a pescare nella speranza di fare anche lui la sua bella figura una volta tornato in cantiere! BECCATI!!! Nell'era dei selfies, degli smart phones e del digitale non si puo' fare tanto senza che qualcuno invada la tua privacy, anche se si tenta il bidone alle sei del mattino in piena "barena". Cosa volete mai, vi toccherà portare il vino ed il pane  per quando cucineremo branzini e "anguela"!




1 commento:

Cristiano Peroni ha detto...

il mio aveva cinque chili e mezzo....ha dato la vita per una grigliata post allenamento....