sabato 30 maggio 2015

RIFLESSIONI SULLA VOGALONGA DI MARCELLO TAGLIAPIETRA



MARCELLO "TORETO" TAGLIAPIETRA





Vogalonga illuminata dal sole.


Oggi (24 maggio 2015 n.d.r.), la Città dei Dogi, illuminata da un sole splendente, ha voluto manifestarsi in tutta la sua bellezza, la Vogalonga ha potuto così far vedere in laguna barche di ogni genere che purtroppo non hanno nulla a che vedere con le tradizionali barche veneziane, kayak, canoe, yole e dragon boat con i loro insistenti e assordanti tamburi. In questa “transumanza” c'è stata la solita sfilata di barche con penne, piume e con gli elmi da vichingo, il solito branco di inconsapevoli che si incastrano nel canale di Cannaregio, un bel casino!
Io capisco il folclore e lo spirito festaiolo di tanti che si buttano in modo euforico a girovagare su acque che io, da veneziano, forse esagerando, considero sacre perchè barca e laguna sono per me una vera intimità, come quella che legano certe tribù africane alla foresta.
Comunque arrivederci anche per l'anno prossimo a tutti, Venezia con il suo fascino è talmente bella che tutti hanno il diritto di visitarla e godersela. Il mio non è egoismo o presunzione, ma un puro e viscerale amore per la mia Città che al di là di questa manifestazione vede violentata, abusata e sfruttata da uno sgangherato e invadente turismo di massa, a Venezia si dovrebbe entrare come in una cattedrale, con rispetto e devozione. Venezia e la sua vita dovrebbe essere vissuta con lei seguendo il suo lento e magico respiro.

3 commenti:

prima de criticar.... ha detto...

Tutto iniziò con una regata tra amici su ‘mascarete’ il giorno di San Martino del 1974. Gli appassionati della voga alla veneta in quegli anni erano pochi e isolati, in un mondo che sempre più era volto al motore. Oltre ai regatanti, altri erano gli amici coinvolti, tra cui Lauro Bergamo, allora direttore de Il Gazzettino, Toni Rosa Salva, da sempre attivo nel mondo delle regate, e Giuseppe Rosa Salva, noto per il suo impegno in difesa di Venezia. Fu così che prese avvio l’idea di indire una vogata non competitiva, e di invitare tutti gli appassionati e tutti coloro che avevano ‘posato i remi’ da troppo tempo ad unirsi contro il degrado della città ed il moto ondoso e per il ripristino delle tradizioni veneziane. Da questo moto spontaneo e genuino nacque l’avventura della Vogalonga, bandita il 26 gennaio 1975, e promossa attivamente dal comitato composto da: Lauro Bergamo, Carlo Gottardi, Delfo Utimpergher, Lilly Sirolla e dai Rosa Salva (Toni, Lalo, Pino e Paolo). “Un gruppo sparuto di veneziani“ li definirà Sandro Meccoli sulle pagine del Corriere della Sera “che, stanchi di ‘ciacolar’ e di ‘sentir ciacolar’ sulle sorti della città e della laguna, hanno richiamato i cittadini alle armi, ovvero all’arma di sempre, il remo”.

Luca ha detto...

Per me la Vogalonga così come l'ho vista domenica non ha più senso: non è regata, una gara a chi arriva primo o uno show di colore per attirare visitatori internazionali in città.
Dovrebbe essere la festa del "popolo del remo" che si riappropria di luoghi e tempi che gli sono stati alienati. Per tutta una giornata intera! Non una prova di velocità! Una festa che dovrebbe durare dall'alba al tramonto! Per togliere spazio all'insostenibile violenza che le barche a motore e i loro insolenti e insensibili conduttori perpetrano quotidianamente alla delicata laguna di Venezia. #rallentiamo

lassa star... ha detto...

La voga longa rappresenta un successo, ed un esempio per un modello di sviluppo nuovo e migliore per Venezia, una delle alternative al turismo di massa mordi e fuggi, una proposta che attrae persone da tutto il mondo, un turismo selezionato e sensibilizzato sui temi dell'ambiente della cultura e delle tradizioni. Persone che vengono a Venezia per giorni con tutta la famiglia, portandosi dietro la propria imbarcazione, creando dei legami sul territorio, ed investendo i propri soldi in giro per la laguna. Turisti che spesso tornano ogni anno e che chiamano altri turisti con lo stesso interesse per la natura e le tradizioni.
Lo spirito della vogalonga è quello di una festa di colori, suoni, amicizia e natura. ed è bello vedere sfilare accanto alle barche della tradizione locale, anche una schiera di mezzi di ogni foggia e tipo addobbati in modo allegro e colorato in un clima di grande gioia e fratellanza fra i popoli, che per un giorno sottrae la città dal suo sostanziale provincialismo, dalla routine e del via vai dei soliti turisti anonimi. I turisti della voga longa hanno il remo in mano anzichè la bacchetta dei selfie, e questo è gia un grande risultato.