sabato 5 ottobre 2013

...DEI DIRITTI, DELLE INGIUSTIZIE E DELLE DISCRIMINAZIONI...




DEDICATO A CHI HA VOGLIA DI LEGGERE PIUTTOSTO CHE GUARDARE, DI AGIRE IN PRIMA PERSONA PIUTTOSTO CHE ASPETTARE CHE GLI ALTRI FACCIANO PER TE


SONO GRADITI COMMENTI COSTRUTTIVI E PROPOSTE POSSIBILMENTE FIRMATI





di Massimo Veronese



In luogo di risultati tecnici e resoconti da pubblicare, vorrei dedicare la vetrina buona di questo nostro blog ad un problema che non è nuovo nel mondo della voga veneta ma di tanto in tanto salta alla ribalta con veemenza. Si tratta di una questione che, visti i tempi e la continua e costante crescita della presenza  femminile presso l'attività di cui ci occupiamo, non può più esser preso sottogamba e tanto meno messo da parte o far finta che non esista! In questa occasione l'argomento è stato portato alla ribalta da una mamma che ha sentito direttamente il problema in quanto coinvolta in prima persona e per esporlo lasciamo parlare la mail che ci ha inviato:



Buonasera signor Veronese, 
sono la mamma di una bambina che fa parte della categoria "maciarele junior". Mia figlia si è avvicinata al mondo della voga nel 2010 con i corsi organizzati dalle scuole e poi ha deciso di prendere lezione vere e proprie al Club Nautico San Marco sotto la guida del grande "Bepi Fongher". Le premetto che io sono stata un'azzurra di pattinaggio artistico a rotelle quindi ho imparato oltre ad amare questo sport con grandi sacrifici visto che la nostra città ben poco offre, anche rispettare numerose regole. Putroppo in questi tre anni che mia mia figlia ci ha catapultati in questo fantastico mondo della voga alla veneta,  ho potuto notare quanto arcaiche siano le regole di questo "sport". Proprio oggi stavo pensando che mia figlia tra tre anni, se continuerà a praticare questa disciplina, dovrà scontrarsi con le grandi donne della voga alla veneta già all'età di quindici anni. I maschi invece entrano a far parte della prestigiosa categoria "giovanissimi" (dai 15 ai 18 anni) e "giovani" (dai 18 ai 25 anni, Regata di San Giovanni e Paolo su gondole ad un remo). La domanda allora sorge spontanea: perché non dare la possibilità anche al gentil sesso di far parte di questa categoria? Oppure di porter gareggiare nelle regate comunali con equipaggi misti nella categoria giovanissimi, per poi fare il grande salto magari a diciotto anni oppure a venti? Mia figlia ora voga in equipaggio misto ma abbiamo già il timer attivato: tra due anni la coppia andrà sciolta. Non penso di essere l'unica mamma che si pone questa domanda, come le ho già detto sono una novizia in questo ambiente quindi mi rivolgo a lei che è sempre molto esauriente e spero che proponga ai presidenti delle remiere e del coordinamento etc una giusta ed equa soluzione affinché anche queste bambine, per ora, non rischino di perdere lo stimolo visto che anche loro fanno parte del futuro della voga alla veneta. 

Sabrina Girotto 




...QUATTRO RIGHE DI STORIA...E DISCRIMINAZIONE...

Se memoria non mi tradisce datano 1978 le prime regate comunali per giovani dai quindici ai diciotto anni. Era l'anno 1975 quando l'avvento della prima Vogalonga cominciò a propagare un virus benigno che si trasformò in una malattia pandemica tra la cittadinanza veneziana e non. Fummo infettati da un ritorno alle origini che non aveva precedenti, capimmo che andar a remi è stata la fortuna dei veneziani e che quello era diventato un veicolo insostituibile per dare nuova linfa al senso di appartenenza, per la difesa delle nostre tradizioni, della nostra storia, contro l'estinzione di usi e costumi unici al mondo. Da quell'anno in poi nacquero "remiere" come i funghi. Dalla nostra a quella di Burano, Pellestrina, Cannaregio, Lido ed in ogni dove! Da via Garibaldi all'Arsenale addirittura tre! Non una per sestiere, una ogni volta di calle. Regate sociali "a uffe" e grandi itinerari remieri sullo stile Vogalonga: "Vogaepara" a Burano, "Nà bèa vogada" alla Giudecca, "Vogada de Primavera" a Murano. Il settore della cantieristica minore esplose di conseguenza allorchè tutte le società volevano le proprie imbarcazioni da regata. La "regata" in sè e per sè non fu solamente monopolio di gondolieri, ex-pescatori, farinanti e forzuti di ogni genere che avevano affinato tecnica e materiali in decenni di "mestieranza" ma il parco atleti cominciò ad allargarsi a persone che poco avevano a che fare con le "barene", con la forza fisica e via di seguito. La voga alla veneta diventò uno sport a tutti gli effetti. Il bancario, l'impiegato, "el botegher", al posto di andare in palestra per mantenersi in forma, cominciarono a prendere in mano forcole e remi ed affidarsi agli insegnamenti dei grandi campioni del passato trasformati in istruttori di voga. Questi ultimi cominciarono a travasare tutte le proprie conoscenze tecniche ai nuovi adepti e quel morso velenoso di agonismo che li trasformò pian piano in regatanti. Era una novità e molti figli seguirono le orme del padre riempendo di entusiasmo le remiere, portando i vari consigli direttivi ad organizzare regate giovanili tutti i weekend. Il comune fù quasi obbligato a prendere in considerazione il fenomeno e, anche per riempire il pomeriggio storico durante la prima domenica di settembre, dedicarono una regata ai giovani regatanti, maschi. Come dicevo si trattò di pandemia che si diffuse in modo ancor più capillare con l'istituzione del Coordinamento nazionale delle società remiere di voga veneta, il quale, ormai da un paio di decenni, si occupa quasi esclusivamente del settore giovanile creando categorie miste per ragazzi dai 5 ai 15 anni: schìe, maciarele Jr e Sr. Per farla corta le atlete femmine sono ormai tantissime! Da qui il problema ormai non più sottovalutabile posto dalla signora Sabrina. Le ragazze al compimento del quindicesimo anno d'età sono praticamente tagliate fuori dagli eventi che contano a meno che non siano così superdotate da potersi confrontare direttamente con i mostri sacri... Non esistono regate dedicate all'equivalente rosa delle regate comunali giovani e giovanissimi.



...RILEVATA L'INGIUSTIZIA, QUALI PROSPETTIVE?

E' evidente che raggiunti i quindici anni, le ragazze si trovano a dover frequentare scuole voga e remiere senza prospettive imminenti. Senza la possibilità di confrontarsi con le pari età come succede per i maschi, senza quello che solo l'agonismo e la passione porta alla continuità nel frequentare, nell'impegno e nell'allenamento quotidiano per raggiungere un obbiettivo raffigurato da una bandiera rossa. A meno che non sia una delle poche elette cui madre natura ha regalato doti da WonderWoman! E le cose peggiori che potrebbero arrivare per colpa di quella che per me è una grave lacuna legislativa non sono state ancora enunciate. Tipo? Il facile abbandono dell'attività remiera, lo svuotamento dei cantieri che ora brulicano di vita da parte del gentil sesso, il disinteresse verso la voga veneta da parte delle giovani generazioni con la conseguente diminuzione di spettatori su ogni campo di regata, la perdita di un'arma importante per la battaglia per la salvaguardia delle tradizioni per cui esiste un assessorato ad-hoc. E guardando il problema dal lato etico, che dire del fatto che i giovani stanno meglio al di quà piuttosto che al di là di quel filo di rasoio che divide la vita di ognuno di noi tra leicità comportamentale e malsane prospettive ed occasioni offerte ai tempi d'oggi dalla chimica e dal facile guadagno?



RICONOSCERE IL DIRITTO...COME?

E' ormai chiaro che ci troviamo davanti ad un caso di discriminazione bella e buona, di disparità di diritti e di opportunità. Certamente non volute, sicuramente non c'è malafede da parte di nessuno ma trattasi comunque di discriminazione. E' mio parere, per il bene dello sport che amiamo, che si ponga rimedio a questa situazione...nonostante la crisi economica globale! E' ovvio che il riconoscimento di questo diritto ha i suoi costi. Visti i già grossi problemi sopportati dall'assessore Roberto Panciera nel reperire fondi per le regate comunali della stagione 2013, questi mi toglierà sicuramente il saluto dopo aver letto queste righe e chi ne ha facoltà, gli presenterà la richiesta per raggiungere questo stato di diritto con tutti i problemi di natura economica, più che gestionale, che comporta. Chi ha facoltà e soprattutto la voglia e lo stimolo di giustizia per intraprendere questa discussione e formare un tavolo di lavoro di concerto con le istituzioni? Per quanto riguarda la facoltà, questa può essere di una sola organizzazione: Associazione Regatanti Venezia alla quale chiederemo che questo argomento sia messo all'ordine del giorno al prossimo consiglio direttivo. La mamma di una giovane atleta , Sabrina Girotto, ci ha posto il problema, noi lo abbiamo reso di pubblico dominio e ci impegneremo nel coinvolgere la presidente Gloria Rogliani, il presidente onorario Benito Vignotto, il vicepresidente Gaetano Bregantin, il segretario Marino Almansi e tutti i consiglieri tra i quali Roberto e Gianni Busetto, Ivo e Vito Redolfi Tezzat, Rudy Vignotto e Vally Zanella etc nella soluzione del problema. Sono sicuro che queste persone dimostreranno a chi durante la scorsa estate li ha tacciati di protestare e scioperare solamente per guadagnare qualche spicciolo in più e quindi per il proprio tornaconto, che la passione per la voga e la salvaguardia della stessa, sono stati i veri motivi per cui si sono mossi all'unanimità! Come? Riempendo la lacuna legislativa impegnandosi seriamente in prima persona!



23 commenti:

A modo mio ha detto...

È un po' chenon intervengo perché non c'erano argomenti validi ma solo inutili scambi di battute tra commentatori.
A dir la verità sono svariati anni che penso proprio a questa e a piccole altre discriminazioni: credo che la soluzione più semplice potrebbe essere quella di far vogare, con le stesse limitazioni degli uomini anche le donne, ovvero istituendo la categoria delle "giovanissime". Ovviamente per il Comune significherebbe una grana in più dato che servirebbe una muta di barche specifica e tutto l'apparato economico che ne segue. Ricordo inoltre che esiste anche un calendario di regate intersocietario per "esordienti" tutto al femminile dove non c'è separazione d'età ma dal quale stanno uscendo comunque le prossime generazioni di campionesse. Certo, forse qualche anno fa non c'erano i numeri per pensare ad una categoria comunale di "giovanissime" ma con i numeri raggiunti in questi anni grazie alle gare per "maciarele" e "schie", si potrebbe fare il passo avanti.
L'altra discriminazione è: perché le donne vogano solo in mascareta e in pupparino a un remo? Non potrebbero vogare in pupparino a due o anche in gondola, magari su un percorso agevolato?

Silvano Seronelli (vicepresidente R.S.Canottieri Bucintoro) ha detto...

Grande Max.
Un’ altro segno forte di passione.
Anche se solo da attento osservatore della voga veneta (non dimenticare che sono pur sempre un ‘foresto’), non posso che condividere e plaudire alla tua istanza.
Non fosse altro perché sono un convinto sostenitore della parità delle donne in tutti i contesti, ma non in quanto ‘quota rosa’, ma in quanto DONNA.
A sostegno della condivisione mi piace di ricordare l’impegno ‘alla causa’ della nostra Presidentissima Lucia Diglio, in uno con Giovanna Dalla Toffola, con la Regata delle Donne e la gioiosa realtà delle nostre Donne in Rosa in Buci.
Abbiti così per certa, già da ora, tutta la disponibilità mia, per quanto modesta, e di RSC Bucintoro a sostenerti e a supportarti in questa preziosa iniziativa.
Un abbraccio forte.
silvano seronelli
vicepresidente
RSC Bucintoro 1882

Angelica ha detto...

Se memoria non mi inganna esisteva la categoria delle giovanissime, ovviamente non comunale. Credo sia stata rilegata in un cassetto data la scarsa partecipazione (si iscrivevano 2-3 equipaggi). Al pari dei giovanissimi esiste comunque la categoria delle esordienti, dove non esistono limiti d'età ma non possono assolutamente partecipare campionesse o ex campionesse. Non vedo alcuna discriminazione delle donne, anzi, da questo punto di vista sono stati fatti passi da gigante perché, al contrario dei giovanissimi chè una volta raggiunto il limite d'età hanno solamente la possibilità di fare 1 regata con persone al loro pari (S. Giovanni e Paolo), le donne possono fare le regate del circuito senza neppur dover sostenere un eliminatoria. Non vedo dove sia la discriminazione, se ambiscono a regate più importanti dovranno allenarsi duramente e passare le selezioni delle regate comunali per le donne. Quando il circuito delle esordienti non esisteva ragazze molto motivate si sono fatte valere e sono comunque entrate tra le campionesse (Valentina Tosi, Giorgia Ragazzi, Erika Zane), tutt'ora ragazze molto giovani si sono messe in gioco e sono riuscite ad entrare tra le campionesse (Magda Tagliapietra e Veronica Dei Rossi hanno rispettivamente 16 e 15 anni). Io non vedo assolutamente nessuna discriminazione, se queste ragazze ci tengono veramente a questo sport e vogliono "fare carriera" in quest'ambito dovranno solo allenarsi duramente come già fanno tutte.

Nicoletta Ballarin ha detto...

complimenti per le argomentazioni che come donna e amante della voga (pur non essendo riuscita a sperimentare le emozioni dei veri regatanti) non posso che condividere. le donne possono aiutare le donne per eliminare palesi discriminazioni. Ma anche gli uomini! le donne possono contribuire alla grande al mondo della voga! non sono da meno nella passione sportiva!

Giovanni Giusto ha detto...

Non so se "discriminazione" almeno per il momento, sia il termine più appropriato, ...direi invece si tratti di "poca attenzione".
Forse una volta, la mancanza di una categoria femminile parallela all'attuale "giovanissimi" esclusivamente maschile, poteva anche passare inosservata, diciamo che non si avvertiva il problema. Ma oggi, con l'avvento delle categorie Schie e Maciarele volute e sostenute dal Coordinamento, le cose sono completamente cambiate! Infatti centrando in pieno l'obiettivo, quello di avvicinare i più piccoli al mondo del remo, il problema oggi si palesa! Schie, Maciarele Junior e Senior, si differenziano solo per l'età, ma non per il sesso, quindi, raggiunti i limiti di età, mentre per i maschi il problema non sussiste, per le femmine invece si presenta "il vuoto!" A dire il vero, il Coordinamento, nella scorsa stagione, ha inserito tra le regate del proprio circuito, esattamente nella "tappa" di Portosecco, una prova sperimentale della categoria "giovanissime", e non nascondiamo che l'idea è rimasta nei progetti che intendono supportare il grande e proficuo lavoro prodotto dalle Schie e Maciarele che, altrimenti, sarebbe vanificato. Auspico sia Il Comune di Venezia e non solo per motivi di pari opportunità, ma per una reale esigenza, provveda da subito con l'inserimento della nuova categoria! ...in caso contrario, come per le Schie e le Macarele, il Coordinamento sarà ben lieto di prendersi in carico tale ulteriore incombenza, lanciando già per la prossima stagione la nuova categoria! Magari il primo anno in forma sperimentale, ma nel 2014 ci sarà! Sarà inoltre mia personale premura esporre il problema all'assessore Pancera, e non solo. ...Insomma, che il Comune ora batti un colpo, noi attendiamo!
Giovanni Giusto
Presidente del Coordinamento Remiere di Voga alla Veneta

Alvise ha detto...

Buon giorno a Tutti
un grazie alla signora Sabrina che come mamma e come sportiva ha riportato in barca un problema che credo sia da affrontare a più ampio respiro. Mi spiego, oggi se non erro esistono vari circuiti di voga veneta giovanile che purtroppo sono nati in contrapposizione l'uno all'altro. Va detto subito che il giusto merito va a chi ha rilanciato la voga giovanile, ma ora questo problema deve essere affrontato su altri tavoli e non in contrapposizione come lo è adesso. Certamente una organizzazione più solida e organica di questo aspetto necessita di una più ampia base di idee, di risorse sia economiche,strutturali che umane, ma credo che una parte importante di questo lo possano fare le associazioni remiere che sono nate "...per diffondere la voga alla veneta e le sue millenarie tradizioni tramite l'organizzazione di manifestazioni remiere, regate ...".
Con molta umiltà azzarderei una proposta x il prossimo anno remiero,
A) riunire in un unico circuito di voga giovanile i due circuiti ora esistenti (risolvendo le differenze ora esistenti ma soprattutto lasciando "in cavana" i problemi PERSONALI) con la presenza, o la riorganizzazione se necessaria, di tutte le categorie under 14 ora previste e la categoria donne esordienti.
Questa organizzazione verrebbe gestita e coordinata, o dal coordinamento delle remiere, o dall'ufficio regate comunali, o da entrambi gli uffici, in stretto coordinamento con l'associazione regatanti e con l'associazione che ospita di volta in volta la manifestazione. Ideale a mio avviso sarebbe far svolgere alcune regate di questa categoria in concomitanza, naturalmente dove il campo di regata lo consente, con le regate comunali ad esempio
Mestre, Murano, Burano ecc ecc. ne guadagnerebbe sicuramente tutto il movimento.
B) concordare con gli uffici comunali preposti, dopo una attenta valutazione del numero persone interessate, l'istituzione di una categoria giovanissime
C)Supporto sia economico (bandiere ecc ecc) che di servizi a chi organizza queste manifestazioni da parte degli uffici comunali preposti.
Questi a mio parere potrebbero essere alcuni spunti di discussione x migliorare il movimento di voga giovanile under 18. Naturalmente come detto altre volte su queste pagine vedrei di buon grado la parità di trattamento o un suo sensibile avvicinamento tra le categorie campioni e campionesse, riservando alle categorie giovanissimi oltre ai premi economici previsti anche premi utili per la loro vita scolastica. Un'ultima cosa, importante che l'associazione regatanti prendesse in considerazione la disponibilità di organizzare con l'aiuto dei suoi iscritti, presso le varie remiere, stage di voga riservato alle categorie fino ai giovanissimi, accompagnati dai loro istruttori naturalmente.
Infine credo che migliorare il mondo della voga alla veneta giovanile e in generale dipenda dalla capacità delle organizzazioni e dagli uomini e donne, che ruotano intorno ad esso, di mettersi o rimettersi in gioco su basi più evolute da quelle attuali.
Tutte le critiche positive e propositive a queste mie riflessioni saranno ben accette, quelle x perder tempo o difendere personalismi se le porterà via la prossima dosana.
Alvise Scarpa

Marini Almansi ha detto...

Sono stato invitato da Massimo Veronese ad esprimere un mio parere su quanto condivisibilmente lamentato dalla signora Girotto.

A ben vedere la questione si era prospettata già alcuni anni addietro, e proprio per questo, sei società sportive (per lo più presiedute da regatanti o ex regatanti e come tali ben consci del problema) hanno iniziato a organizzare sei anni fa un circuito di regate (originariamente denominato “Circuito donne esordienti”) per dare continuità agonistica alle ragazze che uscivano dalle categorie giovanili e per consentire loro di acquisire ulteriore esperienza in modo da agevolare il loro “salto” nella categoria assoluta.

Le regate del circuito (sei nel corso della stagione), in diverse località della laguna e con un calendario fisso già pubblicato agli inizi dell’anno, organizzate alla stessa stregua delle regate comunali (partenze con cordino, ecc), e forse con premi anche più appetibili, hanno consentito a numerose giovanissime di trovare stimoli per continuare a vogare e per affinare le loro esperienze.
Grazie proprio a questo circuito, parecchie partecipanti hanno poi affrontato senza timore e con successo le selezioni delle regate comunali. L’albo d’oro del circuito ha visto infatti primeggiare nei vari anni le seguenti coppie, tutte giovanissime ed alcune delle quali poi anche divenute protagoniste delle regate comunali: 2008 Elena Tosi e Chiara Curto; 2009 Francesca Costantini e Anna Barbaro; 2010 Francesca Costantini ed Anna Barbaro; 2011 Magda Tagliapietra e Beatrice Scarpa; 2012 Silvia Moffa e Sara Nazari; 2013 Elisa Costantini ed Elisa Busetto.
Va aggiunto che nel 2012 i presidenti delle società organizzatrici, nel rappresentare il particolare scopo del circuito e la sua non secondaria funzione di vero e proprio incentivo per la categoria femminile, avevano chiesto all’Assessorato competente di dare quantomeno il Patrocinio alla manifestazione, che avrebbe potuto costituire il primo passo di riconoscimento della categoria. Non è mai pervenuta risposta, e quindi per educazione non vi è stata ulteriore insistenza.
Il circuito in ogni caso sarà di consueto organizzato anche per il 2014, e, ritengo, anche per gli anni successivi. Spero quindi che la signora Girotto, che forse non era a conoscenza di questa iniziativa, possa trovare un po’ alleviata la Sua preoccupazione.
Cordiali saluti,
Marino Almansi (presidente della Remiera Canottieri Cannaregio che, assieme a Canottieri Giudecca, Canottieri Mestre, Gruppo Remiero Murano, Voga e Para di Burano e Voga Veneta Mestre, organizza il circuito)

Sabrina Girotto ha detto...

Buongiorno sono Sabrina colei che ha solo chiesto chiarimenti a chi di voga se ne intende più di me riguardo le regate femminili bene volevo precisare che sono a conoscenza del circuito intersocietario ,e non sono per nulla preoccupata di quello che succederà nel 2014 per quanto riguarda la voga ma quello che intendevo dire e' che non mi sembrava corretto che le ragazze a 15 anni dovessero ,se volevano gareggiare in regate comunali ,confrontarsi con donne più mature ed esperte ,pensavo fosse giusto che anche queste ragazzine avessero l'opportunità come per i maschi di avere questa benedetta categoria giovanissimi ,potreste aprirla anche a equipaggi misti ,non mi sembra che alle eliminatorie dei giovanissimi per esempio alla regata di s.erasmo ci fossero numerosi equipaggi non è ai successo che siano stati invitati ad iscriversi equipaggi che potevano gareggiare ancora nelle maciarele senior?inoltre la signora Angelica esorta le quindicenni ad allenarsi più duramente per fare carriera ,ma oltre ad allenarsi ci sono fisici a 15 già molto sviluppati da sempre delle vere donne ,altre invece altre non lo sono affatto,quindi ripeto sarebbe più giusto farle partecipare alle reate comunali con le loro coetanee.Sabrina

Sabrina ha detto...

Buongiorno sono Sabrina colei che ha sollevato la questione sulle regate femminili.per prima cosa sono a conoscenza del circuito intersocietario e non sono per nulla preoccupata di quello che succederà' nel 2014 per quanto riguarda la voga ,la mia voleva essere un invito a pensare del perché le ragazze di 15 anni si devono confrontare con le grandi della voga,e non dipende dall'allenamento ma anche dalla fisicita': a questa età ci sono ragazze che sembrano donne vere e proprie altre che hanno appena iniziato lo sviluppo ,non sarebbe giusto farle gareggiare nelle rate comunali con ragazze della loro età' magari facendo anche equipaggi misti. Sabrina

grazia ha detto...

Come spesso accade sono le Donne a dare la sveglia e di questo le ringrazio.
Ho letto i precedenti interventi, specie quello di Marino Almansi al quale mi associo, ma vorrei affrontare la questione da un punto di vista più generale.
E' ora e tempo che il mondo della Voga alla Veneta si costituisca in Federazione Italiana di Voga alla Veneta-Voga in piedi ( per coinvolgere anche i vogatori dei laghi e dei fiumi) assorbendo: Coordinamento delle Remiere - Circuito Intersocietario giovanile e Donne, Voga Veneta-Libertas copiando ( basta farlo con intelligenza ) dalle altre Federazioni Sportive aderenti al Coni che praticano attività nautiche di voga o integrandosi, con le opportune modifiche e garanzie, nella già esistente Federazione Italiana di Canottaggio sedile fisso- Voga in piedi: quella alla quale fa capo dal lato sportivo la regata su galeoni delle quattro Repubbliche marinare).
Ciò permetterebbe di avere regole comuni per tutti, dai Regatanti/Campioni alle Schie, un albo per la formazione e nomina degli Istruttori, norme di giustizia univoche e così via.
Basta volerlo....vero Giovanni?

Roberto Agostini
roberto.agostini47@virgilio.it
cell 3477635253

Marina B ha detto...

Signora Sabrina Girotto lei ha perfettamente ragione quando dice che le ragazze sono discriminate non avendo una loro categoria a livello di regate Comunali. E’vero che ci sono le regate del circuito femminile organizzate dalle società , ma non giustifica il fatto che non ci siano quelle organizzate dal Comune (qui trovo la discriminazione).Quest’anno 2013 si parlava di togliere dal calendario Comunale alcune regate per questioni finanziarie, e fra queste, due erano regate in cui gareggiavano le donne (che di regate comunali in un stagione ne hanno solo cinque esclusa la Regata Storica che mi sembra non faccia parte).
Nel mondo della voga alla Veneta non sono solo discriminate le ragazze giovani, ma bensì tutte le donne.

Vally Zanella ha detto...

Ciao Massimo,

Ho letto l' ultimo articolo del sito che tieni e non ti ringrazieremo mai abbastanza per quello che riesci a fare.

Se la memoria non mi tradisce le regate comunali per i giovanissimi sono cominciate nel 1976, l' anno successivo per merito di Benito Vignotto sono state introdotte le donne, non so bene come si sia svolto tutto. Venendo al dunque, credo siano ormai 6 anni che, da un' idea di Marino Almansi, e coinvolgendo, oltre alla remiera cannaregio, la vogaepara di Burano, la remiera Giudecca e la voga veneta Mestre si svolge un circuito per donne esordienti fatto apposta per chi ancora non si affaccia alle regate comunali dove, i primi anni , potevano vogare anche ex campionesse. Due anni fa è stato modificato, su mia proposta, il bando, togliendo appunto le ex campionesse, non trovavo giusto che le ragazzine dovessero competere con donne già esperte, però i fatti mi hanno dato torto, perchè si fa molta fatica a coprire i ruoli. Si sono aggiunte da due anni anche la remiera di Murano e della canottieri Mestre e sono state aggiunte anche le regate per le schie e le maciarele, però anche qua si fa fatica a coprire i ruoli, ma le regate le facciamo fare lo stesso con qualsiasi numero di iscritti. Penso quindi che introdurre una categoria di giovanissime alle regate comunali non sia la scelta mingliore, anzi quest' anno erano pochissimi anche i giovani, magari proporre la categoria giovani che diventi mista, ma sinceramente non so se può funzionare. Si potrbbe provare in via sperimentale e, se non funziona, pazienza.

> Vally


Cesare Peris ha detto...

Caro Massimo,
leggo sempre con attenzione i tuoi post e i commenti che ne seguono. E' vero, lo sviluppo della voga femminile, come ben hanno detto alcune e alcuni prima di me, ha certamente dato una scossa positiva e salutare al nostro sport ma ha anche fatto emergere in tutta la sua evidenza la scarsa organizzazione generale che ancora lo governa.
Non parlo certo dell'Amministrazione Comunale, le cui note ristrettezze economiche non le consentiranno sul punto di produrre a breve soluzioni concrete (a meno di miracoli). Parlo invece di noi praticanti e simpatizzanti della voga, e della necessità evidente di arrivare velocemente ad attrezzarci per impostare da noi stessi le soluzioni da mettere in campo.
Proprio per questo motivo intervengo in questo costruttivo dibattito, sia per condividere la necessità essenziale che le ragazze oltre i 15 anni (ma anche i ragazzi oltre i 18) non vengano lasciati senza la possibilità di competere, e sia per ricordare che, come ben sai anche tu, la Società di Mutuo Soccorso e la Società Remiera Casteo hanno deciso di allargare la prossima "regata del XX settembre" includendovi anche una regata di pupparini a un remo riservata alle ragazze, la cui età di partecipazione vorrei condividere con tutto il movimento.
Sono infatti convinto che, come per il "circuito" illustrato da Marino e Vally o per il "circuito" di Giovanni, il compito principale per noi adulti appassionati sia appunto quello di "creare" eventi sportivi, lavorando perchè il movimento si allarghi e coinvolga altre coraggiose mamme e papà trascinati da figlie/figli verso questo nostro meraviglioso sport. Rendendomi però anche conto delle dinamiche esistenti, che di fatto ancora impediscono di raggiungere una corale unità d'intenti (che si rivelerebbe invece preziosissima), nondimeno riterrei utile almeno che qualche "terzo" mettesse insieme i pezzi di questo puzzle per preparare un calendario di regate amatoriali per il 2014.
Il vero Top sarebbe infine la raccolta di tutte le competizioni in un banale foglio A3 e la sua stampa con tutte le date, le ore, i luoghi e i loghi, con distribuzione capillare a tutte le Remiere "si de Tera come da Mar".
Che te ne pare ?
Cesare Peris
Presidente
Società di Mutuo Soccorso
Carpentieri e Calafati

ATTILIO ha detto...

Ma che idea geniale avete avuto nel costituire la categoria per donne esordienti !!!, (originariamente denominato “Circuito donne esordienti”) come mai ora non costituite un’altra categoria nel circuito per tutti quei Regatanti della serie B che sono esordienti da una vita,invece di farli gareggiare nelle regate comunali. Forse questo non è mai stato proposto e pensato perché ognuno tira l’acqua al suo mulino e coltiva il suo orticello. Secondo il mio modestissssimo parere le categorie dovrebbero essere le seguenti: giovani 14/18 giovanissime 14/18 Categoria uomini Categoria donne. Senza distinzione fra A e B,chi entra nel ruolo voga gli altri vanno a vedere le regate.(di regate sociali ce ne sono un’infinita e tutti possono partecipare continuando a praticare questo meraviglioso sport come lo sto praticando io da una vita,consapevole dei miei limiti)

Anonimo ha detto...

Attilio ga ragion! E mi zontaria anca categoria amatori donne e uomini. Eleno Longo

Marco Franzato ha detto...

Affinché ci si faccia un' idea più chiara su alcuni punti provo a dare i numeri (dico provo ma so che mi riesce bene), alle eliminatorie di S Erasmo si sono presentati 62 vogatori di "serie B" per sperare di partecipare ad una regata dove non ci sono premi in denaro, uno solo dei quali è riuscito poi ad entrare in serie A per un nono posto.
Alle eliminatorie della regata storica categoria donne erano in 30, i giovanissimi in 20
la media delle partecipanti alle regate di donne esordienti se non sbaglio è 16.
Con questi dati non voglio certo svalorizzare alcune categorie rispetto ad altre ma focalizzare meglio la situazione presente, evidenziando il fatto che quella che viene comunemente chiamata serie B rappresenta il nocciolo duro della grande famiglia dei regatanti, dando un cospicuo apporto, se non altro numerico, al mantenimento della tradizione remiera veneziana, per cui credo che eliminare la serie B sarebbe un danno per tutto il movimento, indirettamente anche per le donne.
Se vogliamo valorizzare la voga alla veneta dovremo adoperarci per aggiungere qualcosa anziché sostituire quello che già esiste e funziona.
Ricordo a tal proposito che quest'anno il comune é riuscito ad organizzare una regata in più (donne alla Sensa) ma ha ridimensionato" (eufemismo) la tradizionale regata su caorline di Mestre, e questo è quello che io intendo per niente positivo.

Gaetano Bregantin ha detto...

Sono Gaetano Bregantin, presidente della GS VOGA RIVIERA DEL BRENTA e vice presidente ASSOREGATANTI. Mi permetto di dire che da parte dei regatanti di tutte le categorie, che se non fosse per la passione e il credere in questo sport, a quest'ora sarebbe gia' tutto finito...rigraziando la nostra amministrazione comunale. Quest'anno la assoregatanti si e mossa con manifestazioni mai fatte prima, cioe', scioperando alle regate per dimostrare che siamo noi Venezia e non il comune. Forse questo ci ha dato ragione in piccolissima parte ma devo dire che dall'esterno tra appassionati e non, ci hanno attaccati solo ed esclusivamente perche' i regatanti “CAMPIONI” lo fanno solo per soldi. Per carita', se non ci fossero contributi di questi anni si farebbe fatica portare avanti una discipila come la voga ormai costosa (vedi remi e forcole) comunque tutto e stato fatto per passione e amore per il nostro sport e per dare la possibilita' ai nostri ragazzi di crescere. Sicuramente la priorita' che porteremo avanti come assoregatanti saranno le sorti di maciarele ragazzi e ragazze nel continuare anche dopo l'eta'critica organizzando regate e corsi di voga. Questi saranno i punti con cui ci scontreremo con l'amministrazione comunale. A questo scopo chiedo al mondo della voga di costruire insieme un gruppo che porti una grande voce a questo comune che sta distruggendo le nostre tradizioni.

ATTILIO ha detto...

X Marco Franzato
Se la tua è una questione numerica di vogatori,ti faccio presente che in occasione della festa della donna( 8 Marzo) si svolge la regata delle caorline a cui partecipano una sessantina di donne.(forse anche più)
Quindi vedi che ci sono anche molte donne che praticano la voga alla veneta, con una differenza rispetto agli uomini, loro non hanno la categoria B e neppure la categoria Giovanissime quindi non hanno altre alternative o entrano in ruolo nell’unica categoria che hanno o vanno a guardare la regata . Ricordati che i diritti e le opportunità devono essere uguali per tutti Uomini e Donne indipendentemente dal numero di vogatori. Ti chiedo scusa se ti sei sentito offeso dalle mie affermazioni , continua pure a tirare acqua al tuo mulino e a coltivare il tuo orticello.
Non sarebbe una bella novità se la regata Storica su caorline del 2014 fosse formata da equipaggi misti di donne e uomini (3+3)?Questo darebbe una opportunità alle donne escluse dalle selezioni di partecipare alla regata Storica ,quanto gli uomini.

Anonimo ha detto...

Consiglio ai lettori del sito di giocare al lotto i numeri di Marco Franzato 62- 30- 20 -16 visto che dice che gli riesce bene (mi 10 euri me i sogo)

Anonimo ha detto...

x Attilio
va ben che go dà i numeri ma pensavo de esser sta' piu chiaro.
Io non voglio al mio mulino l'acqua delle donne, vorrei tenermi la mia acqua e che ce ne fosse altrettanta per le donne.
Marco

Anonimo ha detto...

L'acqua è poca e la papera non galleggia.

Pierino ha detto...

vogliamo la "festa dei Mario" per il carnevale!!!!!

Anonimo ha detto...

AAAAAA…….. Vedo che ti pensi anca ti che e donne ga poca Acqua.. Ga ragion aiora Attiglio.
Varda che fin che l’acqua va al vostro muin ,e donne resta sute e discriminae ,se par questo che ga da intervenir e istitusion e darghe pari opportunità a tutti,
I regatanti no xe imparsiai ansi ve magne uno co staltro .