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giovedì 9 dicembre 2010

LE POLEMICHE SUL MONDO DELLA VOGA VENETA O VOGA IN PIEDI






di Emmanuele Novo



Federazione Italiana Voga Veneta o Federazione Italiana Canottaggio a Sedile Fisso? Ecco cosa ne pensano fuori da Venezia.


Mi chiedo se tutti gli appassionati veneziani, anche coloro che sostengono Giusto, sono a conoscenza di quanto sta accadendo. Riporto una lettera aperta a tutti i presidenti delle società di voga in piedi, escluse le società veneziane "coordinamentate" (quanto riportato in seguito è il contenuto della lettera che a breve si potrà leggere anche sul sito www.ficsf.it, al limite in basso ci sono le immagini del documento originale).














FEDERAZIONE ITALIANA CANOTTAGGIO SEDILE FISSO
CANOTTAGGIO PER TUTTI

dicembre 2010

Lettera Aperta a tutte le associazioni remiere italiane di Voga in Piedi


Gentili ass.ni di Voga in Piedi,

in seguito all'incontro tenuto a Padova il 4 dicembre 2010, la FICSF ed il Comitato Federale incaricato di coordinare il progetto si sentono in dovere di precisare su alcuni punti fondamentali, lanciando un invito all'unità ed alla cooperazione.
Il progetto ViP750 nasce dall'esigenza di porre fine all'immobilismo creato, nel mondo della Voga in Piedi, dal Coordinamento delle remiere che, a dispetto del nome "nazionale" ha sempre perseguito una politica esclusivamente veneziana. Prova ne sono le manifestazioni organizzate, le iniziative svolte, il nome stesso del dominio web ecc.
Pur riconoscendo il grande rilievo tradizionale e numerico della realtà veneziana, si ritiene necessario, per creare una vera unione "nazionale", andare oltre i particolarismi, anche quelli molto numerosi e organizzati. LEGGI TUTTO...VAI...!!!


NATURALMENTE SAREMO LIETI DI PUBBLICARE LA RISPOSTA UFFICIALE DA PARTE DEL COSIGLIO DIRETTIVO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE SOCIETA' REMIERE DI VOGA VENETA.



"VIP750" E L'AFFILIAZIONE ALLA FEDERAZIONE ITALIANA CANOTTAGGIO A SEDILE FISSO PER LE SOCIETA' REMIERE LACUSTRI E FLUVIALI







"OLIMPICA" ED IL TENTATIVO DI COSTITUIRE LA FEDERAZIONE ITALIANA VOGA VENETA PER LE SOCIETA' DI VENEZIA E DELLA GRONDA LAGUNARE




20 commenti:

A modo mio ha detto...

A MIO PARERE non è che ci sono due volontà diverse (cioè separare per forza la voga in piedi lacustre/fluviale e quella lagunare), si è arrivati a questa discussione per mancanza di volontà a fare dei passi indietro per farne altri avanti con più senso.
La risposta ufficiale del Coordinamento la vorrei conoscere anch'io ma non è a me che va data ma alla FICSF

Lanterio ha detto...

La risposta del coordinamento, credo, è nella sostanza quella del Video sulla pagina di www.vogavenezia.com. Poi magari quella ufficiale sarà più moderata, ma a fronte delle proposte fatte la risposta, già lo scorso anno quando tutti i giochi erano ancora da fare, è stata: noi remiamo con la testa i "genovesi" (e genovesi era un insieme che non alludeva a Genova, perchè in tutto questo genova non c'entra per niente) i genovesi con ...
Giusto ha preferito tenere all'oscuro di tutto le remiere veneziane, per paura di perdere potere. Non ha informato dell'iniziativa nessuno o pochi (il progetto è stato proposto a lui prima di tutti, ancor prima che alla FICSF, senza avere riscontri) ridicolizzando l'iniziativa e tirando fuori le solite baggianate identitarie. Noi remiamo con la testa, noi abbiamo le tradizioni, noi abbiamo la storia, via san Marco, viva la Serenissima e via dicendo! Ridicolo.

go' da sasso ha detto...

cosa vuol dire voga in piedi? E' quella che si fa in laguna, nei fiumi e nei laghi con remi e forcole? Se si perchè non chiamarla con il suo nome cioè voga alla veneta? Forse che nel cannottaggio la voga all'inglese si chiama voga seduti o nella canoa canadese si schiama voga in ginocchio? Se invece quella di cui si sta parlando è un'altra cosa, non credo che ci siano problemi, è appunto un'altra cosa che la voga alla veneta. In quanto allo sketch cabarettistico dello scorso anno beh, francamente non merita alcun commento se non la battuta di uno sketch. In quanto alle identità chi le ha tende a mantenerle vive, se possibile, condividerle, e se le nostre tradizioni, se la storia della voga alla veneta si è fatta e continua la sua evoluzione su barche in legno anzichè in alluminio o in vetroresina, beh,credo che la cosa meriti più rispetto e le baggianate si vadano a cercare altrove

Anonimo ha detto...

E' vero il progetto vip è stato proposto per primo al coordinamento direttamente a Giovanni Giusto che in un primo momento non ha nemmeno considerato l' argomento, solo dopo una seconda richiesta di risposta da parte del progettista ha direttamente dichiarato che il materiale con il quale venzia costruisce le barche è e sempre sarà il legno.
Questo da un certo punto di vista mi conforta se non fosse solo per un particolare, cioè che qui non si tratta di salvare la cantieristica tradizionale ma di costruire e proporre un attrezzo sportivo sul quale tutti e quando dico tutti intendo propio tutti, cioè soci di circoli ricchi, di povere remiera, di remiere di laguna, di piccole società dei laghi, di società dei fiumi possano confrontarsi ad armi pari, su di un mezzo che non è fine a sè stesso ma che appunto è un mezzo sul quale ogni realtà possa esprimere attraverso la propia tradizione il propio stile di vogata.

Lanterio ha detto...

go' da sasso, tu sviluppi le tue riflessioni dimenticando un presupposto. Tutti hannno una storia ed una identità, spesso sentita e radicata quanto quella veneziana. Non ho niente contro il legno che amo molto in quanto appassionato di intaglio e lavorazione e niente contro l'identità veneziana. Ma se si vuole costruire un processo collettivo, di incontro/confronto i campanilismi vanno limitati al campo di regata. Altrimenti tutto può procedere come è sempre andato, ed è legittimo, ma senza proporre una esperienza nazionale. Un coordinamento che vuole chiamarsi nazionale non può fare un briefing pregara di una gara nazionale (scritto nel bando) in dialetto veneziano. Non è rispettoso. Non può ogni volta rompere con le orgini e le radici. Diciamocelo, ok, la voga ha probabilmente trovato in venezia la più ampia diffusione e sviluppo. Ma non si può continuare ogni volta a rompere atteggiandosi da "siamo i migliori, siamo i migliori", se si è migliori lo si dimostra sul campo e non a chiacchere. Il nome "Voga in Piedi" è scelto proprio per dimostrare una voglia di confronto stilistico che porti a superare i particolarismi confrontando tutte le esperieze verso un risultato finale, il più performante, che sarà un ibrido di tutte le esperienze di voga. Alla fine lo scopo è di far andare la barca più forte. chi ci riesce è il più bravo.

Orgogliosamente un Vogatore di Voga alla Veneta ha detto...

Caro Lanterio,
Non riesco a capirti nell'intento.
Tu pratichi la Voga alla Veneta?
Se è così, di che cosa allora stai parlando o vaneggiando?
Se invece quella che Tu pratichi non è la Voga alla Veneta, allora Ti prego di documentarci e di aiutarci a comprendere questa nuova disciplina ( ce ne sono tante e di tanti tipi: Inglese, Canadese, Veneta, Antartica, Bengalese, Coreana, Maltese ecc.)
Anzi, in questo caso Ti suggerisco di invitarci a conoscerla, vedi mai che qualquno possa anche decidere di evitare magari quella all'inglese e chissà provare la Vostra nuova voga: Vip?.
Sentire parlare in veneziano Ti da fastidio?
Io in quella occasione purtroppo non c'ero perchè sono affondato durante il traino, nell'intento di giungere, malgrado la bora, puntuale all'incontro preregata, ma credo forse che chi lo faceva (regatanti?) non voleva offendere nessuno, sai per noi veneziani , il Veneziano è una lingua che conta più di mille anni, ci viene spontaneo parlarla.
E comunque se proprio incomprensibile o fastidiosa, bastava semplicemente farlo notare.
e si poteva proporre magari di parlare in Italiano o meglio ancora nella nuova lingua mondiale, l'Inglese. Dire però che non è rispettoso, potrebbe anche essere offensivo non dici?
Poi la Voga alla Veneta non è come dici Tu che ha trovato a Venezia la più ampia diffusione e sviluppo, come fosse un caso, E' NATA A VENEZIA, CON VENEZIA!!!!
Forse Tu fai un po' di confusione, oppure non conosci o peggio ancora non Vuoi riconoscere le cose comme sono.
E ripeto, forse Tu confondi la Voga alla Veneta con un'altra disciplina.
Ti spiego allora con un esempio, non puoi improvvisamente decidere che il giro d'Italia debba essere fatto con i tricicli anzichè con le originarie biciclette, non lo puoi imporre! per un motivo semplice, perchè sarebbe un'altra cosa!
Ritorno alle domande iniziali: Sei un Vogatore di Voga alla Veneta? altrimenti, fermaTi, hai sbagliato Porta!
Orgogliosamente un Vogatore di Voga alla Veneta

A modo mio ha detto...

Questi discorsi (quelli veneziani, intendo) trovano il tempo che trovano. Si può all'infinito andare avanti a sostenere che la propria tradizione è migliore di un'altra.
E la discussione in questo modo è sterile, ovvero non porta a nulla, se non a continuare ad arroccarsi dietro i propri sentimentalismi.
Dal mio venezianissimo punto di vista mi sembra molto più valido il progetto di associativismo proposto dalla FICSF. È più neutro e meno facinoroso.
Da anni si tentava di far diventare la voga veneta una federazione. Ben prima che ci provasse Giusto. Si erano mobilitati personaggi veneziani che già operavano in federazioni nazionali di altri sport. Ma per vari motivi è sempre mancato un appoggio dalla maggior parte delle società di voga, mai interessate realmente a questi progetti ultralagunari.
Mi chiedo come mai. Forse perché a noi veneziani dà fastidio accantonare l’idea di venezianità? Forse perché di fronte al reale impegno, senza un corrispettivo economico, perdiamo ogni velleità? Sinceramente il motivo reale che ha sempre troncato questi tentativi non lo conosco.
Siccome io ho una visione un po’ particolare di quello che è il mondo della voga a Venezia (vedi il mio blog http://voga-amodomio.blogspot.com), di come dovrebbe essere, di come la litigiosità e la volgarità in esso presenti mi facciano vergognare di avere dei concittadini simili, non posso dare un giudizio totalmente privo di trasporto sentimentale.
Proverò quindi a porre la questione in altro modo. Se Giusto vuole fare questa “benedetta” federazione che la faccia. Sarà una federazione nazionale solo sulla carta visto che si blatererà in continuazione di San Marco e compagnia bella. Sì, pur essendo veneziano veneziano (da generazioni, per intenderci), odio sentire le parole “Le glorie del nostro leon” “Viva San Marco” “Lepanto” etc. etc. Non per mortificare le origini di Venezia che hanno la loro valenza storica, non per mancare di rispetto al Santo, ma perché è anacronistico darsi motivazioni e incoraggiamenti terminando con frasi tipo le sopracitate. La trovo una cosa un po’ medievale e rozza!
Piccola nota sull’uso del veneziano: anch’io uso sempre il veneziano a casa e quasi sempre a Venezia, ma dipende con che interlocutore ho a che fare. Tutti si lamentano degli altoatesini che parlano in tedesco o ladino con chiunque, a me personalmente si sono sempre rivolti in italiano, magari non perfettissimo ma sempre italiano. Torniamo ai discorsi “federativi.”
La FICSF andrà avanti pure per la sua strada.
Io proverei a cercare unità tra i due movimenti.
Non è neanche detto che la barca federale sia di un tipo solo, potrebbero sorgere varie specialità. Penso per esempio al canottaggio con la vogata di coppia e di punta, il “con” e il “senza”, il singolo, il doppio, il quattro, l’otto… Non vedo perché provare ad aprire un dialogo in questo senso. Anche se in questo caso la FICSF dovrebbe rivedere i suoi piani e Il Coordinamento dovrebbe fare molti passi indietro e mettere da parte orgoglio e campanilismo. Credo però che sarà difficile perché l’orgoglio veneziano è una brutta bestia soprattutto se unito a idee di tipo leghista. In questo caso non si può ragionare più.

A modo mio ha detto...

Aggiungo un altro appunto sui materiali:
La voga veneta tradizionale credo che continuerà ad esistere anche nel suo aspetto "regate" con le sue gondole, gondolini, pupparini, mascarete, caorline e sandoli.
Non vedo però che male ci sarebbe se in un contesto federale, cioè di sport-vero e non sport-baggianata, una evoluzione in questo senso. In fondo la "veneta" aveva già evoluto le forme della barca e degli scalmi rispetto la voga veneta tradizionale. L'Olimpica stessa ha quelle cose a metà strada fra una forcola e uno scalmo tipo veneta che sono in acciaio e non nel tradizionale legno, imposto per esempio dal regolamento delle regate del Comune di Venezia.
Forse non ha senso impuntarsi sulla continuità dei materiali. Cioè, vorrei capire: se una bicicletta è nata in acciaio le attuali bici superleggere in carbonio sono un abominio culturale? Peccato che io in montagna con una mtb da 7 Kg vada molto meglio che con la mia primissima da 15...

Lanterio ha detto...

Gent. Vogatore a me, almeno in questo contesto, non importa quasi nulla se la voga è nata o meno con Venezia. Non sono qui a fare un convegno storico (in cui però si citano i documenti e non il sentito dire o le strumentalizzazioni).
Io guardo l'oggi. Vedo che in Italia esistono stili di voga, simili ma diversi. Penso che ognuno sia nato da esperienza e intelligenza umana e può essere un arricchimento per gli altro. Che ogni sport che è diventato tale, ha preso le tradizioni locali si è dato regole comuni ed alla fine ha cominciato a crescere mediante confronto. Quindi penso che sia questo quello che va fatto.
A me interessa fare sport e farlo bene. Rispetto, San marco, il Leone alato, le bandierine, "pax tibi marce evangelista meus", ma li lascio a Voi che ci tenete. Io non me ne faccio nulla, ho anch'io le mie leonesse e le mie bandierine, già mi avanzano quelle, non mi serve fare inchini a nessuno e non mi serve riceverli. Io voglio uno sport che mi permetta di trasmettere alla mia squadra giovanile valori di correttezza, confronto, apertura, giustizia, agonismo. Non certo un ambiente di reciproca malsopportazione, dove si insegna che chi non viene dalla tua pozza è un essere subdolo, infido, da guardar male.
In merito al dialetto, quello veneziano mi è simpatico. Anch'io ne possiedo uno, lo parlo correntemente in casa, lo parlo con gli amici, a volte lo uso per colorire retoricamente i discorsi. Non mi sogno, appunto per rispetto, di parlarlo quando sto con chi non lo capisce o fatica (e chi l'ha fatto non era un vogatore, cosa che avrei anche compreso, ma il principale relatore) in un contensto pomposamente dichiarato nazionale.
In merito al nome "voga all'inglese", ho fatto una ricerca con google (che non è "di parte") e mi ha dato come principale risultato proprio le scuse accampate nei vari blog per affermare la superiorità della voga "alla veneta" e nel 90% dei casi in siti di contesto veneziano. Credo sia un segno di quanto è diffuso l'uso del nome "all'inglese" al posto del più normale "canottaggio". Infatti è notorio che ad ogni regata di canottaggio si esponga l'Union Jack e si faccia una sbrodolata sulle radici di Angli, Sassoni e Juti e sull'ammiraglio Nelson.
Anche questa mi sembra quindi una strumentalizzazione bella e buona.
Mi fa invece piacere trovare, di continuo, veneziani aperti, con cui costruire un confronto e relazioni sportive amichevoli e una riflessione aperta sul futuro del nostro sport. Questo mi piace e spero che porti a risultati, per tutti.

Anonimo ha detto...

VEDO CHE C'E MOLTA CONFUSIONE ... SE SI CAMBIANO LE ATREZZATURE REMI FORCOLE BARCHE CAMBIANO LE TECNICHE DI VOGA . NON VEDO PERCHE CHI USA LE BARCHE VENEZIANE SI DEBBA CONFRONTARE CON CHI USA LE BISSE. O VICEVERSA . SONO DUE COSE DIFFERENTI PERTANTO NON SI POSSONO CONFONDERE CAPRE E CAVOLI. GRAZIE RUGGERO

A modo mio ha detto...

Nesuna confusione. Allora però non capisco il senso di una federazione "nazionale". Ognuno voga nel suo brodo, come si è sempre fatto, e basta. Morta là. Che sensa ha quindi il progetto del Coordinamento, non capisco, spiegatemelo. Io non ho intenzione di ostacolare nessuno, possono nascere tutte le federazioni che si vuole, a me non cambia nulla, solo che mi sembra si stia sprecando tempo e soldi.
Sui materiali chiedo una cosa: io un paio di anni fa' mi sono costruito delle forcole telescopiche e regolabili (in avanti/indietro, dentro/fuori) per vogare alla valesana su barche diverse senza dover spendere soldi per nuove forcole ogni volta. Tutto ciò per vogare per conto mio. Cos'è quella, non è più voga alla valesana? E la voga che si fa sulle "venete" cos'é? Non è più voga veneta/voga in piedi/up rowing? Spiegatemi perché proprio non capisco.

Lanterio ha detto...

Allora lasciamo le capre a Venezia e i cavoli da un'altra parte (e viceversa) e chiudiamo qualsiasi considerazione circa una federazione che raggruppi tutti. Ognuno continua a vogare nei suoi territori come ha sempre fatto e andiamo avanti così. la proposta federale va verso una SINTESI delle diverse esperienze per creare un movimento nazionale, unitario e condiviso. La confusione mi pare di Ruggero che da un lato aspira ad una federazione nazionale, dall'altro chiede che tutto rimanga come prima.
E' fazioso e strumentale dire che la Voga Veneta e quella "a remo lungo" sono due sport diversi. come dire che la vallesana e la comasca sono due discipline diverse. Cosa cambia? Sono semplicemente scuole di pensiero diverse, ma la voga è sempre una voga di punta o una voga di coppia. Poi è normale che si distingua tra voga di punta a 2 o a 4 e di coppia singola o a 2.
Se nel canottaggio uno cambia il fuori scalmo o allunga il remo modificando la tecnica, allora succede che gli fondano una nuova specialità? Non credo proprio.
Ripeto che questo non toglie nulla al contesto tradizionale, che può continuare su un piano separato ed autonomo. Ma se non si rinuncia agli intenti coloniali e non ci si apre al confronto, sospetto che non si riuscirà mai a costruire nulla. Per l'ennesima volta, ad essere determinante è la capacità di far andar veloce la barca: in un contesto sportivo è l'unico parametro valutativo che conta. Non prestarsi al confronto, o almeno provare, da la sensazione di una chusura a priori, ma le motivazioni addotte mi paiono estremamente deboli.

Tobia ha detto...

La verità è k il coordinamento ha cercato di creare una federazione in modo da ottenere maggiori finanziamenti e visibilità x uno sport e una città che stanno andando in crisi...poi il fatto di chiamarlo coordinamento nazionale di voga alla veneta x me è un modo un po provincialotto x darsi maggiore importanza...e cmq il nome stesso afferma k è il coordinamento per le società k praticano voga alla veneta...ben venga se ci sono società di Pisa Messina New Yorkshire Berlino o Honolulu che vogliono praticare il nostro sport e cercare di avere un riconoscimento da parte di un ente ufficiale che ne supporti e promuova la diffusione, ma senza snaturarlo nella sua essenza!!!ognuno è libero di vogare come vuole e ha la libertà di scegliere se esprimersi in una disciplina o nell'altra...e non c'entra se più o meno il gesto atletico e lo scopo siano gli stessi...una regata su gondolini e una su bisse sono due cose diametralmente opposte!!!perché dare una connotazione nazionale alla voga impiego cosa comporterebbe?vogare su corsie??quella è la voga tipica di chi deve andare in fiume o in lago!!!basta aver fatto 1 sola regata di voga alla veneta a livello super amatoriale x capire k il nostro sport è tutta un'altra cosa!!!e non serve spiegarlo perché chi pratica questo sport non ha bisogno di sentirsi spiegare le dinamiche di gara in questa disciplina...quindi per ricongiungermi a quanto detto sopra le capre e i cavoli c'entrano eccome!!!oppure x fare un'esempio facciamo un ibrido tra rugby e football americano..(tra l'altro chiamandosi "americano ed essendo uno sport cmq praticato, anche se meno, in tutto il mondo, nn vedo xke non si possa dire voga alla veneta)...alla fine sono sempre in 15 che giocano, la palla è la stessa e lo scopo è sempre far meta, peró sono due sport completamente diversi!!lele diresti k un bagnino in spiaggia che voga in piedo e con due remi voga alla valesana? :D la voga alla veneta è così particolare e x questo va assolutamente preservata xke tipica dell'ambiente in cui viene praticata:la laguna, con tutto ciò k comporta!!!come x lo sci...esiste lo sci nordico e quello alpino perché il campo di gara è diverso e caratterizzante ai fini della competizione!!!e come detto prima lo bravura nella voga non è solo l'andare più forte, ma anche interpretare al meglio le condizioni in cui si presenta il campo di gara e trarne vantaggio!!!possono anche fare di questo sport un ibrido x vignette tutto palestra aminoacidi e regate dritte, moscie e in bacini chiusi, ma i d'este, vignotto strigheta Fongher ciaci crea c'e l'avremo sempre noi!!!e aggiungo viva il doge viva il mar x tuti quei k ghe da fastidio!!!

Con simpatia e tanta passione

Tobia
Ps mi scuso subito per gli eventuali errori di sintassi e di battitura, sono fuori e sto commentando dall'iphone :)

Anonimo ha detto...

Massimo alla fine dove ho scritto vignette intendevo fighette ma è subentrata la correzione automatica!!ho visto un paio di altri errori dovuti alla correzione automatica come New Yorkshire invece k New york e impiego invece k in piedi oltre alla sintassi da prima elementare ma come detto son da cellulare non avevo modo di rileggere!!!ciao zio
Tobia

A modo mio ha detto...

Ecco cosa intendo per dialogo... bravo Tobia!
Ognuno può avere le proprie idee ma saper parlare per esporle è una capacità spesso ignorata nel mondo della voga veneziano.
Non intendo portare oltre la discussione, almeno su questo post. Credo che tutto quello che si voleva dire sia stato espresso, anche da Lanterio, varie volte.
Più avanti scriverò di nuovo qualcosa sul mio blog ma non ho intenzione di farne una malattia quindi passerà del tempo, quando ne avrò ancora voglia.
Quanto volevo far capire sono 3 concetti. Il primo che se si parla di federazione bisogna appiattire un po' il senso tradizionale dello sport. Poi non è detto che esista una sola specialità. Il tuo esempio sullo sci ne è la dimostrazione: è sempre FISI ma ci sono sport diversi.
Secondo, che anche se nasce una federazione non vuol dire che cessi la voga tradizionale, sono due cose estremamente diverse.
Terzo, volevo mettere in evidenza la poca apertura dei veneziani per le novità, cosa che so bene avendo studiato a Padova e quindi avendo toccato con mano come basta solo spostarsi di qualche chilometro per aver una visione completamente diversa dell'approccio alle idee degli altri.
Non ho intenzione di mettermi "contro" il coordinamento anche se questo è un discorso delicato. Giusto ha messo in guardia da chi "per fini politici o personali" vuole disunire il movimento. A me sembra che l'unico che ha sfruttato l'ambito della voga per fini politici e personali è stato proprio Giusto che adesso è in consiglio comunale e chissà magari in fondo in fondo si immagina un giorno sindaco...
Poi a me personalmente che il coordinamento ci sia o meno non mi cambia assolutamente nulla. Sicuramente ne starò alla larga il più possibile.
Riguardo alle regate tradizionali, pur capendo l'emotività agonistica che comportano, mi hanno schifato nel tempo proprio per questo. C'è sempre qualcuno che viaggia oltre il limite della correttezza e del rispetto reciproco. E anche il "convivialismo" di contorno non mi piace proprio. Per me le gare sono altro, sono cose molto più asettiche nel rapporto con gli altri fatte di concentrazione sul proprio passo e sul proprio sforzo, di alimentazione corretta e di regole ferree nel modo di vivere, quindi preferisco di gran lunga la metodologia delle gare di canottaggio, dove conta l'allenamento, la serietà e non la furbizia. Anche se questa resta una mia personale idea e mi rendo conto che per la maggior parte dei veneziani le regate sono molto più "violente". E quindi penso che così resteranno, almeno per moltisssimi anni ancora.

Lanterio ha detto...

La su corsie non è tipica di fiume e lago, perchè sui laghi è molto in uso anche la corsa "di flotta" (anzi spesso è più congeniale agli specchi d'acqua). Sul fiume le gare in corsia sono una maledizione, provare per credere. Ho partecipato, per esempio, a settembre ad una regata di oltre 30 minuti appunto in flotta. E mi diverte anche, per inciso. Ma la voga di flotta, oltre che dei forti, è la voga dei furbi e degli spregiudicati, le variabili maggiori sono l'arbitro che non vede o non vuol vedere, il remo che si incastra, la barca avversaria spinta verso i pali...con tutto il corredo di urla, strepiti liti ecc.
La proposta federale non tocca le specialità di Voga Veneta in Venezia come altre specialità locali fuori da Venezia. Semplicemente propone, a latere, alcuni appuntamenti annuali su scafi neutri, gareggiando in corsia, ognuno con i propri armi e strumenti tecnici. NOn vedo cosa ci sia di scandaloso. Una semplice occasione di confronto agonistico nazionale regolato. Fuori da questi obiettivi mi sfugge il significato di una federazione nazionale o di un coordinamento Nazionale. Per le gare locali, credo che nessuno debba rendere conto a nessun altro, ognuno si arrangia come si è sempre fatto. Le bisse, i gondolini gardesani, i naècc, le lucine, le barche cremonesi e pavesi continuano ad esistere indipendentemente dal campionato nazionale.Così come le tipologie locali, non le vedo miacciate da un movimento che riconosce le loro specificità e peculiarità. Il tuo ragionamento è valido e condivisibile, ma non trovo che si contrapponga al mio. Al massimo si affianca. Non condivido però, da sciatore (discesa e alpinismo) e decente conoscitore di rugby, le tue considerazioni su sci e rugby. Le tue considerazioni ANche a me fa piacere comunque rispondere, finalmente, ad un commento ragionato.

Tobia ha detto...

Le mie considerazioni riguardo sci e rugby erano volte a sottolineare che in tutti i campi ci sono sport con fini, mezzi, regole e campi di gara simili, ma di per se completamente diversi. E che la diversita' viene data dal contesto in cui vengono praticati. Sono consapevole che e' un po' stiracchiato come confronto :)
Concordo in pieno, Lele, quando dici che sei schifato dalla violenza e dall'ignoranza della maggior parte dei componenti di questo mondo, infatti, proprio su queste pagine, poco piu' di un paio di mesi fa, sono stato attaccato personalmente e in ambito lavorativo da un campione dei giorni nostri, o presunto tale. Purtroppo la gente confonde la tradizione con la presunzione e la violenza, ma cio' che mi appassiona delle regate, e qui parlo con Lanterio, non e' tanto lo "stringersi", le urla e i litigi post regata, quanto le vere manifestazioni di furbizia, capacita' e coraggio che certi grandi Campioni ci hanno dato nel corso degli anni: per citare le prime due che mi vengono in mente, Franco Strigheta, che a Murano se ne sta tranquillo nelle retrovie fino al paleto, per poi finire in bandiera sfruttando gli "impassi" che sapeva si sarebbero verificati, oppure il fratello Bruno alla Regata di Burano, che pur essendo nelle prime posizioni, si ferma, facendosi sfilare da tutti gli altri equipaggi, per prendersi il giusto "fio de acqua" e termina la regata in seconda posizione!!!Questa, a mio avviso, e' la vera essenza della voga veneziana e per questo sono cosi fermo nella mia volonta' di preservarla!
Poi purtroppo la gente si confonde e crede che preservare significhi mantenere certi toni e sopratutto certi stereotipi di personaggio da interpretare prima e dopo la regata. Tradizione intesa come mantenere i soliti quattro "vecchiotti"(passatemelo dai, senza offesa) a giudicare e regolamentare questo sport, rendendolo anacronistico e poco credibile. Purtroppo questo e' cio' che ci meritiamo, permettendo a certa gente di prendere e mantenere le redini di questo sport(qualcuno ha detto coordinamento?), non quello di cui abbiamo bisogno, perche' la passione e l'impegno che tutti mettiamo in questo fantastico hobby/sport necessiterebbe di un supporto ed una visibilita' maggiore di quella che purtroppo ci viene riconosciuta.

Per concludere, Lele, mi trovo in disaccordo con te x una cosa: l'aspetto "conviviale" del dopo regata, e' una delle cose che preferisco!! ;-)

Lanterio ha detto...

Caro Tobia, siamo ancora daccordo su un punto. i dopo regata sono, se organizzati a dovere e non pagliacciate litigiose, un "terzo tempo" conviviale che amo molto. Ovviamente finchè resta entro certi limi. Però accondiscenderai che, salve le usanze locali (ti invito da subito a fare un giro dalle mie parti in estate per gara e dopogara da condividere insieme) è anche bello pensare a momenti di scambio e confronto che vadano oltre i localismi. La proposta Vip va in questo senzo, senza cancellare o mettere minimamente in discussione il resto. Per questo la ritengo valida, tollerante, aperta e con prospettiva. E per questo chiedo il massimo del confronto: perchè, oltre alla tradizione, si sia in grado di fondere le esperienze del nostro sport, tratte dalle varie realtà, e tirar fuori veramente il meglio. Trovo che la cosa sia condivisibile da tutti, senza remore o paure.

brando ha detto...

Dico la mia ad un blog non affollatissimo in cui si discute dei problemi attuali di voga alla veneta. La situazione e’ assai difficile e confusa, se vista dalla provincia di Padova. Secondo recenti osservazioni girate, tale Provincia e’ piena terraferma. Si dimentica che anche la regione Veneto sponsorizza la voga alla veneta. Nelle cinque remiere il richiamo della tradizione e dei sentimenti e’ ancora vivo ed il Naviglio del Brenta rimane un cordone ombelicale. Se si vuole che la voga veneta sopravviva al di la’ del folklore ad uso turistico di Venezia bisogna trovare una collaborazione veramente interprovinciale e finanche interregionale. E’ innegabile che il Coordinamento ha svolto negli scorsi anni un ruolo estremamente positivo verso la nostra provincia. Se il Coordinamento era nato a livello comunale, la sua apertura a livello interregionale ha gettato le basi di una sprovincializzazione della voga alla veneta. Poter disporre saltuariamente delle caorline del Coordinamento e’ stata una grande opportunita’ ed un punto di riferimento per le nostre associazioni. Gli extra-provinciali non sono stati dei parassiti che hanno sottratto risorse agli intra-provinciali. Molte collaborazioni sono intercorse con le remiere lagunari e lo spirito collaborativo si e’ esteso. Alle nostre regate provinciali vengono regolarmente invitati rematori della provincia di Venezia. Una nostra recente manifestazione: il raid Pordenone-Padova ha verificato il legame della voga alla veneta perfino con il Friuli.
E’ anche vero che negli ultimi tempi il Coordinamento ha perso dei colpi. Ora vari nodi stanno venendo al pettine e rischiano di compromettere tutto.
Alle riunioni del Coordinamento siamo sempre stati presenti con contributi collaborativi ma anche critici. Purtroppo si deve costatare che il Coordinamento non e’ affatto strutturato per una efficiente gestione dei rapporti con gli associati. Da un anno contestiamo alla dirigenza la carenza di informazione, che e’ anche una elusione dello statuto: mancanza di verbali delle riunioni e di decisioni assembleari, regolamenti, calendario delle manifestazioni, aggiornamenti etc. Tutto questo non vale paradossalmente invece nei siti di molte remiere associate. Vi era stato un anno fa un impegno a colmare questa grave lacuna ma nulla e’ stato fatto. Addirittura era stata delineata la prospettiva che il Coordinamento potesse avere una graduale metamorfosi verso una Federazione Italiana di Voga alla Veneta ma anche su questo piano non vi e’ stato alcun reale progresso.
Giusto all’ultima assemblea del Coordinamento ha affermato che Coordinamento e Federazione sono e saranno entita’ diverse. Questo riconoscimento mi pare corretto e semmai tardivo. Tuttavia il Coordinamento deve rimanere aperto a tutte le remiere nazionali e collaborare con una futura federazione. Una federazione e’ un obiettivo necessario da subito e la mia opinione e’ che si debba puntare ad una coabitazione, in una Federazione autonoma, della voga alla veneta e della voga in piedi (che dalla voga alla veneta strettamente deriva). Le altre alternative mi sembrano veramente da scartare. Le opposte tifoserie dovrebbero fare un passo indietro e collaborare insieme.
Al prossimo rinnovo del consiglio direttivo del Coordinamento bisogna assolutamente operare una svolta strategica.

Anonimo ha detto...

Partendo dal fondo, qui non di tratta di tifoserie o gruppi avversi. Le questioni sono sotanziali. Se dal coordinamento fossero giunte poposte serie e concrete, rispettose dei limiti di tutti e lontane da quel triste paternalismo che da sempre caratterizza le relazioni con l'entroterra non ci sarebbero stati problemi di sorta. La parola Voga in Piedi non designa la voga Gardesana, è un neologismo creato dai fondatori del movimento vip per creare una sorta di contenitore astratto dove possano confluire tutte le esperienze. La "Voga in PIedi" non esiste, va creata attraverso un processo di relazione e sperimentazione volto al miglioramento tecnico. Ci si muove per obiettivi concreti. E' vero che una federazione sarebbe molto bella. Ma mancano i numeri, mancano le strutture, mancano le mentalità. Si costruirebbe ancora uno scatolone in cui raccogliere tutte le storture che affliggono le nostre realtà sportive, di venezia e terraferma. Non si creerebbe niente di risolutivo. Col tempo, gettate le basi e verificate le capacità concrete, potranno nascere tutte le federazioni che si vogliono creare.